giovedì 27 marzo 2014

CONCORSI CULTURALI


A un uccellino il concorso 
Un marchio per la bellezza
arch.Rita Ben

Fra 3000 progetti da tutto il mondo, un’architetta calabro-fiorentina specialista di restauri edilizi e appassionata di giardini vince i 15000 € messi in palio da Villa Bardini. Il nuovo brand servirà a promuovere il più spettacolare belvedere di Firenze e le sue attività culturali 

Un uccellino pronto a spiccare il volo dal bordo di un vaso dalle forme classiche. Un’immagine stilizzata, bianca su fondo bordeaux o nero, incorniciata o meno da un bianco quadrato. Sotto, la scritta Villa Bardini. Ecco il progetto vincitore del concorso internazionale Un marchio per la bellezza lanciato in gennaio dalla Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron alla ricerca di un brand efficace e inconfondibile che identifichi e valorizzi nel mondo Villa e Giardino Bardini, il più spettacolare belvedere della città teatro di numerose attività culturali.Ideatrice del marchio l’architetta Rita Benincasa Amato, che si aggiudica dunque i 15 mila euro in palio. Di origini calabresi, 53 anni, fiorentina da 34, ha sbaragliato un’affollatissima concorrenza: 2993 i progetti giunti da 62 paesi.Marchio e vincitrice sono stati presentati oggi dal presidente della Fondazione e della giuria Michele Gremigni con la direttrice di Villa Bardini Marcella Antonini, e gli altri giurati: il pubblicitario Mario Fiorenza (agenzia l’admarco), l’esperto di marketing e comunicazione Marco Martelli Calvelli, il giornalista Riccardo Monni.Laureatasi a Firenze con la professoressa Mariella Zoppi con una tesi sul giardino romantico, sposata con il grafico Giuseppe Panzarella, l’architetta Benincasa Amato opera prevalentemente nel restauro di edilizia residenziale. “I giardini”, racconta, “non sono il mio settore, ma restano un’antica passione e ho partecipato al concorso essenzialmente per diletto. Non è facile esprimere un’idea oggettiva di bellezza: grande o piccola che sia, risponde infatti a criteri molto personali. Ritengo però che il segreto della vera bellezza stia soprattutto nella semplicità. Ho pensato: che cosa può colpire di una passeggiata in giardino? A mano, poi perfezionando al computer, ho disegnato una scena tra le più normali e tuttavia tra le più emozionanti: un passerotto che svolazza cinguettante (la natura) posato su un bel vaso (l’arte, la cultura). Le tre colonne portanti di Villa Bardini”.Per arrivare al vincitore la giuria ha comunque dovuto esaminare tutti i 2993 elaborati (presentati anonimi), oltre 300 dei quali arrivati dall’estero grazie a una promozione via web ideata da l’admarco e gestita da Kuna srl sui principali social network.Spiega Gremigni, “Volevamo un brand essenziale, emozionale, capace di aiutare la gente a percepire l’identità di Villa Bardini e a ricordare. Così la giuria ha scartato i progetti troppo complessi, quelli con simboli di Firenze abusati o quelli con codici estetici estranei alle espressioni del nostro territorio. Ne abbiamo selezionati 39. Alla fine è stato premiato il soggetto secondo noi più aderente al bando e in grado di sintetizzare al meglio le multifunzionalità di Villa Bardini”. Si calcola che l’operazione porterà al complesso Bardini un sensibile incremento di notorietà con conseguente aumento di visitatori (oggi circa 100 mila l’anno per il solo giardino) e maggiori incassi che renderanno più autonoma la gestione. L’individuazione del marchio è la prima tappa di un progetto di sviluppo destinato a coinvolgere anche l’artigianato toscano di alta gamma. Come noto, Villa Bardini ospita il Museo Annigoni e la Fondazione Roberto Capucci, oltre a concerti ed esposizioni d’arte temporanee. Dopo Aldo Fallai. Da Giorgio Armani al Rinascimento (fino al 10 aprile), in programma una grande  monografica dedicata a Giovanni Colacicchi. Hanno sede nella Villa anche il premio ambientalista Il monito del giardino e la Società Toscana di Orticultura.

1 commento:

  1. Buongiorno. Sarebbe interessante visionare almeno i 39 marchi scremati dai circa 3mila arrivati… Da partecipanti al concorso, da grafici e art director con esperienza ventennale, mia moglie ed io saremmo davvero curiosi di conoscere quale tipo di concorrenza la nostra architetto sbaragliò. Anche per un mero, simbolico atto di trasparenza nei confronti di chi ha partecipato. Voi de Lo Strillo magari avete un link dove vengono mostrati i marchi?
    Grazie, saluti cordiali

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