lunedì 11 agosto 2014

TO NAPOLI FROM KAZAKISTAN



 PASCAL AL SECOLO PASQUALE CAPRINO 
POP STAR IN KAZAKISTAN
 
Per caso su Deejey TV mi sono soffermata a guardare un programma intitolato "Pascalistan" ed ho scoperto che il protagnista, divo in kazakistan, è Son Pascal, al secolo Pasquale Caprino da Capaccio provincia di Salerno. Tutti, in Kazakistan lo conoscono, e cantano le sue canzoni.  Pasqualino per cercare di sfondare nel campo della musica si era trasferito a Londra (da Napoli già era andato a Roma e poi a Milano). Ma la fortuna aveva deciso per lui. In Inghilterra incontra una ragazza kazaka che lo invita a partecipare ad un edizione di XFactor locale. Va e partecipa. Arriva secondo. Un idea geniale: amante di Sting decide di riscrivere il noto brano "Englishman a New York" facendolo diventare "Englishman in Skymkent"  cittadina nel sud del Kazakistan, e il suo brano diventa una sorta di tormentone  su Youtube raggiungendo più di 70 mila visualizzazioni  nel paese. Cominciano le interviste le ospitate nei programmi e Son Pascal prende il volo. Non si ferma, continua a scrivere. Un altro successo "You should speak in Kazaskha" un sorta di rap che canta in kazako «Ho conosciuto un popolo veramente aperto e curioso. Ci sono circa 240 etnie diverse tra uzbechi, tedeschi, mongoli, è un luogo davvero interessante», racconta. «Certo, mi manca l’Italia, la mia famiglia e i miei amici ma qui ho trovato più possibilità perché c’è uno stile musicale molto diverso ed è più facile che il nostro venga apprezzato maggiormente». E bravo Son Pascal! Ituoi brani stanno cominciando a girare anche dalle nostre parti ed il numero di visualizzazioni aumenterà e chissà che Carlo Conti non t'inviti come ospite d'onore nel suo prossimo Sanremo! http://www.deejay.it/video/programma/pascalistan/

martedì 5 agosto 2014

PRO ANIMALI

TANTI VIP IN MAGLIETTA
PER AIUTARE I QUATTRO ZAMPE
Da Andrea G.Pinketts a Ghyblj, da Beppe Bisceglia allo staff del Banco Alimentare Zoologico
Maura Anastasia  con gatto esotico
Campanale, Ostuni, Anastasia, Raspelli , Ghiblj
Il Brindisi
Ghiblj, Anastasia, Raspelli
 Per ora sono poche decine : bianche, nere, con il colletto a V, sbarazzine e giovanili ... Per ora è solo un gioco con uno scopo anche benefico : se il riscontro sarà positivo il tutto si trasformerà in un vero e proprio aiuto stabile e concreto per i nostri amici a Quattro Zampe. A Milano,nel verde del Just Cavalli( al Parco Sempione,accanto alla Triennale, in via Camoens)Maura Anastasia ed Edoardo Raspelli hanno presentato delle magliette"speciali" da loro ideate. Lo slogan che attraversa le magliette è "Friends of the Animals" e, sotto, l'autografo dei due ideatori. Sotto alle figurette di un gattino ed un cagnolino abbracciati , le firme di Maura Anastasìa ed Edoardo Raspelli con accanto l'impronta di una zampina con un cuoricino. I disegni sono di Alekas Ghirsen , disegnatrice e fumettista di fama ma, soprattutto , anche lei " grande amica degli animali ". Sono stati molti i VIP di moda cultura spettacolo tv e cinema che nel bellissimo locale di Roberto Cavalli hanno indossato queste magliette "programmatiche".  Richiamati anche dall'invito dell'organizzatore di eventi , Paolo Chìparo , sono intervenuti,tra gli altri, BPM (eventi riprese e telecamere del regista Maurizio Ghiotti e interviste a cura del DJ Riky One), Kristina Malvestiti (presidente dell’associazione ''Amici Per i baffi”di Madone, BG), gli sponsor Prolife (www.prolife-pet.it ) ed Animal Center (di Dalmine,BG, www.animalcenterdalmine.com ), Stefania Demicheli (responsabile insieme a Daniela Monfroglio del Parco Gatti Terapeutico di Galliate,Novara),gli attori Salvatore Maniscalchi e Carlo Emanuele Ostuni , lo scrittore e conduttore TV Andrea G.Pinketts, il regista Fabio Bastianello, la cantante e conduttrice Eleonora Cassandra Espago(testimonial per Tinto Brass del libro” Sesso Scarpe e Pesciolini”),il produttore Cesare Giromini , Francesco Lombardi(in arte Ghyblj,anche attore per Tinto Brass), Federica Nin( scrittrice di libri sugli animali come''Anche questo e' amore-racconti tra velluto e carta vetrata''), Alejandra Gutierrez attrice e Presidentessa dell'associazione Heartbeat MovingChildren dedicata ai bambini con la sindrome di down, la modella brasiliana Sonia F Viera , la vocalist e sosia Sharon Ballere', la modella Loredana Sileo, Veronica Federica Bernasconi(sosia di Audry Hepburn),l'amministratore di DIVA Cosimo Altavilla, il fotografo Beppe Bisceglia, Antonio Mauro sosia di Silvio Berlusconi, il Maestro Michell Campanale , il modello Alessio Citarelli, Faith Federica Costa,Fabrizio Gurgone della Onlus Balzoo,il Banco Alimentare Zoologico,le miss Deborah Bignoli ed Andrea A.Baiardi...Maura Anastasìa,attrice e fotomodella, è per antonomasia "l'amica degli animali": nel suo recente passato c'è stato anche l'incatenarsi per protestare contro le sperimentazioni della Green Ill oltre a vari calendari le cui offerte sono state sempre in parte utilizzate per sfamare nei canili e nei gattili i quattro zampe bisognosi.Edoardo Raspelli , "cronista della gastronomia " e conduttore dal 1998 del domenicale Melaverde ora su Canale 5, ha in casa sua tre gatti. Ne aveva anche un altro che è morto investito da un motociclista ( probabilmente apposta perché Gandalf era...nero). Maura Anastasia ed Edoardo Raspelli sono stati fotografati spesso da altri amici degli animali come loro:il”panettiere naturalista”Baldovino Midali e il duo Donato Veneri/Mario Torelli.

sabato 2 agosto 2014

PER NON DIMENTICARE



ENRICO  CARUSO
La voce e il cuore di Napoli
  Il 2 Agosto ricorre l’anniversario della morte del grande tenore Enrico Caruso, Napoli 25.2.1873 – Napoli 2.8.1921.Sono trascorsi ben 93 anni ma resta sempre vivo in noi il suo ricordo.Nessuno degli artisti lirici, stando a quanto si ricorda, può paragonarsi a Enrico Caruso; nessuno ebbe la dolcezza, la pastosità di timbro e l’estensione di suono della sua voce.
Nacque a Napoli il 25 febbraio 1873, poco lontano dalla nota Piazza Carlo III.
Egli che era il diciottesimo di 21 figli di un modesto operaio; che per due anni aveva lavorato in una fabbrica di fontane e che aveva cantato chiedendo “la buona grazia del pubblico”, conosceva bene le ristrettezze della vita e sapeva quanto era bello consolare chi soffriva per far fiorire un sorriso sul volto del prossimo bisognoso.
Verso i dieci anni cominciò a cantare nelle chiese, come amava dire egli stesso. Il padre all’oscuro delle sue qualità canore lo mise tra gli apprendisti meccanici della fonderia De Luca all’Arenaccia. Anche qui Carusiello (così veniva chiamato affettuosamente) fu subito notato per la sua mirabile voce, e tutti lo invitavano a cantare. Chi, però, intuì quale tesoro fosse quella voce e si impegnò a valorizzarla, fu il baritono Edoardo Misiano. Cantavano insieme sulle spiagge napoletane  durante l’estate e un giorno questi, preso da irresistibile entusiasmo, esclamò “Caruso, la tua voce è unica al mondo!”. Il giovane, che allora contava diciannove anni, rise incredulo e rispose che cantava solo perché non sapeva farne a meno.
L’amico non si diede per vinto e tanto insistette da convincerlo ad andare dal maestro Guglielmo Vergine. Ma questi udita la voce sottile del giovane, scrollò la testa e mormorò con un sorrisino di compassione: “Caruso, figlio mio, la tua voce è tutta vento!”. Neppure dopo questo scoraggiante responso il Misiano si arrese. Se ne stette tranquillo per qualche tempo e poi ritornò alla carica: “Caruso, te lo ripeto ancora: la tua voce è miracolosa. Il maestro Vergine dev’essere matto !”. il giovane si decise perciò, a ritornare dal Vergine. Il quale non soltanto si ricredette, ma ne divenne il più appassionato sostenitore in quei primi tempi della carriera.
In attesa di migliore sorte, per le feste patronali, il giovane tenore seguiva i concertini dei posteggiatori che andavano a suonare nei rioni popolari di Napoli. Oppure cantava nei caffè o, come già dicevamo, sulle spiagge. Dopo, passava tra la folla che l’aveva ascoltato per raccogliere con un piattino le varie offerte.
In breve tutti si accorsero delle sue capacità, iniziarono così i primi contratti, i primi guadagni.
A Napoli, il vecchio teatro Mercadante era stato trasformato e rimesso a nuovo da Nicola Daspuro, rappresentante generale della casa Sonzogno, diretta dal maestro Zuccani. Un giorno si presentò al Daspuro Guglielmo Vergine e gli raccomandò caldamente Caruso. Fu pertanto ammesso nella Compagnia e gli dettero da studiare, tra le altre opere, la Mignon. Ma, nonostante i paterni incoraggiamenti dello Zuccani, come si andava a provare, il giovane si emozionava a tal punto da non poter proseguire. La conclusione fu che la Stagione terminò senza che avesse potuto cantare una sola volta. (Il nervosismo e la preoccupazione per il pubblico non l’abbandonarono mai, e, oltre tutto, ne facevano fede le molte sigarette che fumava nel camerino e i calmanti a cui ricorreva perfino sulla scena).
Con tenacia commovente, il Vergine si presentò al Daspuro anche l’anno dopo, pregandolo di andare a sentire Caruso al Verdi di Salerno. Questi si sforzò di trovare mille scuse per non andarvi; ma le insistenze furono tali e tante che fu costretto ad accondiscendere. Non se ne pentì. Caruso cantò come non si sarebbe mai aspettato ed egli si affrettò a comunicare il proprio entusiasmo al Sonzogno. Fu autorizzato a scritturarlo per il Lirico di Milano con la paga di 500 lire al mese. Vi debuttò con l’Arlesiana di Cilea e il successo fu strepitoso. Il giorno seguente firmava un contratto per 1000 lire a recita.
Da allora ebbe inizio la sua ascesa straordinaria. Gli arrivarono offerte da ogni parte e fu conteso dai migliori teatri: 1.000, 2.000, 3.000, 10 mila lire a recita. I proprietari del Metropolitan di New York, che prima l’avevano scritturato per 12.000 lire, finirono col presentargli i contratti con la cifra in bianco. Eppure, era sempre pagato poco in rapporto agli incassi strabilianti. Nono solo il teatro era sempre zeppo, ma molto pubblico era costretto a tornare a casa, per mancanza di posti. Andato in Messico nel 1919, per una tournè, una sera dovette cantare sotto l’ombrello a causa di un improvviso temporale; e tutti i 35.000 spettatori restarono impietriti ad ascoltarlo sotto l’acqua. Giunse ad ottenere compensi serali di 40.000 lire (di quel tempo!). a tutto ciò bisognava aggiungere, inoltre, i proventi per niente trascurabili dell’incisione dei dischi.
Poco prima di morire, al musicologo Alberto De Angelis che voleva conoscere dei dati biografici, il cantante rispose in questi laconici termini: “24 anni di carriera 20 milioni”. Ma poi i milioni erano diventati più del doppio. Forse neppure lui sapeva bene quanto possedeva. Sapeva soltanto che nel 1918 fu quotato per 153.933 dollari di tasse dal fisco americano, mentre quello italiano cercava di non essere da meno.
Superate le ambiguità sulla classificazione della sua voce (se tenorile o baritonale), dovute alle difficoltà nell’uso del registro acuto e al timbro scuro e vellutato, si affermò nel 1897 con un’interpretazione della Gioconda al Massimo di Palermo e fu poi a Livorno (Bohème), a Milano (Arlesiana) e infine a Pietroburgo.
Al colorito caldo e alla morbidezza della voce, la propensione per il repertorio fece via via aggiungere una incisività drammatica. Dalla fine del 1903 al 1920 Caruso fi interrottamente al Metropolitan di New York, facendosi applaudire anche nelle altre principali città d’America e d’Europa. Nei primi anni americani Caruso allargò ulteriormente la sua gamma verso l’acuto, conquistando una forza drammatica, una potenza di voce paragonabile a quella di Tamagno. Ma passò a un repertorio di opere romantiche (e soprattutto. Aida, Ballo in maschera, Rigoletto), oltre naturalmente alle più famose arie della canzone classica napoletana.
NAPOLI NEL CUORE
Andato all’estero e diventato una celebrità mondiale, Caruso era tornato per cantare nella propria città il 1901.  Purtroppo l’accoglienza non fu pari alle aspettative; principalmente per un gruppo di facinorosi che disturbarono in teatro la prima sera. L’artista se ne dispiacque tanto che andò via senza neppure terminare il corso delle recite programmate al S. Carlo. Giurò anzi di non mettere più piede a Napoli se non per salutare la vecchia mamma e… per mangiare i vermicelli. Ma, nonostante l’antipatico incidente, egli rimase sempre teneramente innamorato della città che l’aveva visto nascere e dove aveva tanto sofferto e sognato. “Se mi apriste il cuore – soleva dire – vi trovereste un nome solo : Napoli!”.
Caruso omaggiò Napoli e la sua canzone in giro per il mondo ecco alcuni brani del suo repertorio: Mamma mi che vò sapè; Santa Lucia – Marechiare – tarantella sincera – Manella mia – Fenesia ca lucive – ‘O sole mio – ‘A vucchella – Senza nisciune – Io m’arricorde e Napule – Core ‘ngrato. Oltre alla meravigliosa “Tiempe antiche” da lui stesso composta.
Questo omaggio di cuori innocenti assume il significato d’un bellissimo simbolo: ricorda che Caruso, oltre a essere il più grande tenore del mondo, ebbe un cuore particolarmente sensibile e generoso: il cuore d’un autentico napoletano. Ogni mattina, raccontava la moglie, gli arrivava un pacco di lettere e quasi tutte chiedevano aiuto. La stessa signora Doroty diceva di aver trovato dopo la morte del marito una lista di circa 130 nomi a lei completamente sconosciuti: era tutta gente alla quale elargiva soccorsi con scrupolosa puntualità. E sorprende ancora di più pensare che era stato generoso anche quando era un povero squattrinato. La sua popolarità fu enorme, e a essa contribuì in misura determinante il disco, che in quegli anni incominciava a entrare nell’uso. Caruso morì in seguito a gravi complicazioni polomonari era il 2 agosto del 1921, aveva appena 48 anni. Secondo il suo desiderio il suo corpo riposa nella sua amata Napoli presso il Cimitero di Poggioreale. 
Mario Mirenghi

UN RENTREE ATTESISSIMA



L’USIGNOLO DI NAPOLI: CONSIGLIA LICCIARDI CANTA PER IL SUO PUBBLICO A NAPOLI DOPO 21 ANNI DI ASSENZA INAUGURANDO 
"ESTATE A NAPOLI"

Consiglia Licciardi, alle percussioni Peppe Licciardi
 Dopo 21 anni Consiglia Licciardi si esibisce nella sua città inaugurando “Estate a Napoli” con un concerto al Maschio Angioino.  Sala piena gran battimani per lei che si è esibita nel suo repertorio Melos, titolo del concerto e del suo ultimo lavoro. Alle percussioni e chitarra il fratello Peppe che ha collaborato con lei alla “contaminazione” tra musica classica napoletana e musica celtica, con la collaborazione della scuola d’Arpa napoletana. Un “Michelemmà”, “Palummella”, “ Batracomiomachia” infusa di questa melodia che noi italiani abbiamo conosciuto attraverso la pop star Enya. Una commistione che la melodiosa voce di Consiglia ha contribuito a miscelare con gran goduria di chi in silenzio l’ascoltava. In sala tra il folto pubblico presente anche l’assessore al turismo e cultura del Comune di Napoli Nino Daniele, non solo gradita presenza istituzionale, ma spettatore appassionato per tutta la durata del concerto. I “Brava” si sprecavano come le richieste di bis. Una serata davvero magica con cielo blu cobalto, stelle che brillavano ed il cinguettio degli uccelli che si univano al suono degli strumenti e della voce della Licciardi. E’ mancata 21 anni dalle scene napoletana, i suoi concert si svolgono in giro per il mondo, ma siamo certi che la sua rentree  è stata apprezzati sima dal pubblico presente e certamente altri concerti  “l’usignuolo di Napoli” non farà mancare al suo pubblico. Aghe

CINEMA DENUNCIA



Al Vomero denuncia contro la violenza sulle donne 
sui minori, prostituzione e razzismo
 L’estate non chiude le porte al cinema, e lo fa con argomenti scottanti di grande attualità. Alla Sala Consiliare “Silvia Ruotolo” della 5° municipalità Vomero-Arenella, a Via Morghen, è stato effettuato un pomeriggio di proiezioni d’autore, con due mediometraggi e il promo di un film ancora in produzione. Dapprima è stato presentato “Ragazze di strada” scritto da Nancy di Somma e Massimo Pacilio, che tratta il tema della prostituzione. Fra i protagonisti Gerardina Chianese, Pino Baldares, Biagio Gragnaniello e i due autori. Il film narra le disavventure di Serena, giovane donna che si trova impegolata per un amore sbagliato nel mondo della prostituzione. Al termine è stato presentato il filmato promozionale del film “Il destino di un incontro”, scritto da Mery Fabbricino da un’idea di Daniele Poggiolini. Come la stessa sceneggiatrice Mery Fabbricino e l’ideatore Daniele Poggiolini hanno fatto notare, il tema trattato è quello del rapporto fra il nord e il sud, spesso compromesso dal razzismo dovuto però all’ignoranza di molti, e ha invitato il pubblico spettatore a riflettere su questo attuale problema della società italiana. Il punto di forza del pomeriggio è stato il film “Non dimentico”, che tratta il tema molto particolare e attuale, quello della violenza alle donne e ai minori, e ha condotto il pubblico in sala a una forte e intensa commozione e a diversi momenti di calorosi applausi. L’idea iniziale del film è stata di Mery Fabbricino, e poi sviluppata con Antonio Alfano e Nancy di Somma, la quale ha poi dato l’assetto definitivo al prodotto cinematografico, dando anche, come sua consuetudine, intensa drammaticità e forte introspettività a tutti i personaggi della vicenda. Nancy di Somma ha dato il suo volto anche alla protagonista Anna Monti, donna in preda ai soprusi del marito e alle difficoltà che la portano alla prostituzione e alla droga, e ha recitato con forza e passione, a fianco di Daniele Poggiolini e la piccola promessa del mondo del cinema Paolo Cortazzo. Nancy di Somma, da autrice, ha garantito, durante il suo intervento a termine film, che ripeterà nelle prossime settimane la proiezione di questo mediometraggio in una vera e propria tournée, in varie sale cinematografiche e teatrali. Regista di entrambi i mediometraggi è stato Antonio Alfano, reduce della direzione di altri successi cinematografici (“La chiave dell’amore”, “Trab”, “Moda e Amore”) e di interpretazioni su fiction Rai e Mediaset. Ha presentato l’evento Lilly Amati, attrice teatrale, con l’organizzazione curata da Anna Del Grosso e Nancy di Somma e patrocinata dal presidente della 5° municipalità Mario Coppeto, non presente in sala per motivi istituzionali improrogabili. Ospite d’eccezione della serata la Ambasciatrice della Poesia Italiana nel mondo Tina Piccolo, titolare di un popolare salotto culturale campano che porta il suo nome, che, con la sua abituale energia e forza d’animo, ha espresso il suo disappunto contro il malessere della violenza su donne e minori. La poetessa ha premiato con uno speciale premio tipico del suo salotto gli autori dei film e il piccolo Paolo Cortazzo. Ospite a sorpresa in collegamento telefonico l’attore Corrado Taranto, nipote del grande Nino che ha fatto la storia del cinema e del teatro napoletano e italiano e ha fatto gli auguri a tutte le giovani promesse del mondo del cinema. Nutrito il pubblico in sala. Presenti, oltre a quelli già citati, gli attori Annamaria Forte, Gina Neri, Raffaele D’Alterio, Daniel Del Grosso, Edoardo Cennamo,  Chiara Rubino, Enzo Autieri, Biagio Gragnaniello, Gerardina Chianese, Nazareno De Pascale e molti altri. Fra gli altri in sala da notare anche l’artista Dora della Corte. Ha curato l’impianto tecnico e fonico e ha svolto funzioni di ufficio stampa (insieme al giornalista di Positano News Alberto Del Grosso) Davide Guida, esperto di tecnologie multimediali, videooperatore, nonché sceneggiatore cinematografico (“Moda e Amore”, che esprime i malesseri del mondo della moda e dello spettacolo) e autore teatrale, che con il recente “Tiempe belle e na vota” scritto insieme a Massimo Parziale e Imma Terribile, ha avuto una prima di grande successo al Teatro San Ferdinando.